Dopo Working Nights, promettente debutto del musicista mancuniano datato 2007, arriva ora la conferma. In The Red ribadisce che Trus’me è fra i più talentuosi interpreti di quel suono black che abbraccia il lato più deep di soul, funk, house e persino disco (come in Sucker). Qui i contributi di ospiti come Amp Fiddler -nella cover di Bill Withers Can We Pretend, che confluisce nella successiva Put It On Me come fosse un’unica jam- e il sempre più convincente Dam-Funk (perfettamente a suo agio nell’hip hop electro di Bail Me Out) arricchiscono un groove già denso prima ancora di arrivare al sublime episodio finale intitolato Sweet Mother, ai confini della sensibilità techno più detroitiana.
Dopo qualche anno e alcune uscite interlocutorie, è venuto finalmente il momento del ritorno in grande stile per il rapper di Brooklyn.
A partire dalla travolgente apertura affidata a Supermagic ma senza successivi cali di tensione, The Ecstatic è ciò che si sperava di ascoltare dai tempi di Black On Both Sides, ossia un album che trae forza dalla sua originalità vocale ma anche da una produzione sonora innovativa e intrigante, affidata a Madlib e al fratello Oh No, così come al francese Mr. Flash (scuola Ed Banger), e che finisce col creare un caleidoscopio che, fra dub, jazz, aromi orientaleggianti, caraibici o afro, è eccentrico quanto basta a mettere a proprio agio il 35enne MC, poeta e attore.
Stavolta l’estasi è a portata di mano…
(da Rumore, luglio/agosto 2009)